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giovedì 18 giugno 2015

Jurassic World by Colin Trevorrow (2015)

Finalmente è successo. Dopo ben quattordici anni dall'ultimo capitolo la saga di Jurassic Park torna in pompa magna sul grande schermo e a giudicare dai risultati al botteghino, il pubblico non vedeva l’ora del ritorno in grande stile del parco a tema più famoso della storia del cinema. Conoscendo la mia insana passione in molti hanno chiesto una mia opinione sul film e, dopo due visioni e tante discussioni ho finalmente deciso di scrivere qualcosa. Per me ogni film della saga di Jurassic Park non è come ogni altro film, perché con questa saga ci sono cresciuto, ha plasmato la mia immaginazione e ha costituito il tema centrale d’innumerevoli discussioni sui forum negli anni della mia adolescenza.
In questo caso non voglio fare una recensione tipica, anche perché non mi sento qualificato per farlo, ma semplicemente una mia analisi dettagliata sui vari aspetti del film, dalla trama alle rese visive di alcune scene, etc.
Ovviamente ci saranno SPOILER, ma la conclusione può essere letta anche da chi non ha ancora visto il film.

Almeno si è tornati al buon vecchio T. rex sul logo.

Atto I - L’arrivo su Isla Nublar

Questa è la parte che forse mi ha entusiasmato di più. Tornare a Nublar e vedere un parco funzionante è stato forse il sogno di tutti noi fan. E il film riesce a trasmettere bene tutta la meraviglia che un visitatore può provare la prima volta che vede Jurassic World.
Da notare come non esista una lunga introduzione che motivi le persone ad andare sull'isola, perché in questo caso non vedono l’ora di andarci!

Benvenuti al Jurassic Valtur.


Sotto controllo
Ho apprezzato molto il fatto che alcune scene vogliono sottolineare l`estremo controllo che hanno i gestori sul parco. Un parco che è aperto da ben dieci anni e che per raggiungere l`impressionante media di 20.000 visitatori al giorno (Disneyland però ne ha quasi il doppio) non ha di sicuro avuto grandi incidenti tali da minare il senso di sicurezza del pubblico.   
Nell'enorme stanza di controllo apprendiamo che i problemi seri del parco non sono più branchi di carnivori che uccidono i visitatori ma bambini persi, gente con colpi di calore e, quando alcuni animali scappano, un team specializzato è pronto a riprendere in mano la situazione.
Jurassic World è persino riuscita a “domare” i temibili raptor, antagonisti assoluti del primo film, come ci dimostra il personaggio di Owen Grady e la sua “Raptor Squad” ed emblematica è la scena dove tutto il branco segue i movimenti della sua mano e sembra obbedire ai suoi ordini.
Un tale dominio sulla natura genera una sicurezza esagerata ed è facile capire come questa si trasformi presto in arroganza... e da lì commettere gli stessi errori è solo questione di tempo.

Boni, state boni.

Il nuovo parco
Visivamente, ma anche concettualmente Jurassic World si pone più come un`antitesi al primo parco che come successore. Jurassic Park era concepito come una riserva zoologica (ma anche con alcune attrazioni divertenti come delle montagne russe, se dobbiamo considerare Jurassic Park The Game in canon), dal look molto selvaggio e rustico con i dinosauri confinati in giganteschi recinti, cosa che sicuramente aumentava il comfort degli animali, ma rischiava anche di non farli comparire nel tour, come nel caso del Dilophosaurus. Jurassic World invece è un vero e proprio parco divertimenti, con moltissime attrazioni a tema e dove gli animali sono sempre al centro dell’attenzione. Mi è piaciuto molto come si sia voluto rimarcare questa differenza anche con le scelte cromatiche: in Jurassic Park i colori caldi la fanno da padrone soprattutto il rosso e l`arancione, mentre in Jurassic World i colori predominanti sono il grigio e il blu, che trasmettono sicuramente calma e sicurezza, ma anche una certa freddezza.
Alcune attrazioni sono molto ben concepite e strutturate, come l`anfiteatro del Mosasaurus, il Regno del Tyrannosaurus rex e lo Zoo dei Cuccioli, mentre altre, per quanto si vedano solo di sfuggita mi lasciano alquanto perplesso: nella Crociera Cretacea come si garantisce la sicurezza dei visitatori, visto che si trovano a contatto con animali potenzialmente pericolosi come gli Stegosaurus? Oppure nella valle delle Girosfere come ci si assicura che i guidatori non facciano qualcosa di estraneamente stupido? Se nel primo caso uno può anche sorvolare, in quanto non cambierebbe lo svolgimento del film, nel secondo invece proprio un comportamento contro le regole causa l‘incontro dell'Indominus con la girosfera dei ragazzi.
Impensabile inoltre che non ci siano dei bunker di sicurezza disseminati nel parco in caso di emergenza (chi ha giocato a Jurassic Park: Operation Genesis sa di cosa sto parlando).

Perché andare a vedere veri dinosauri quando ci sono gli ologrammi?


La nuova attrazione
Quando iniziò a trapelare la notizia che in Jurassic World avremmo visto dei dinosauri ibridi, rimasi molto perplesso, avendo timore che il tutto si trasformasse in qualcosa concettualmente simile a Jurassic Park: Chaos Effect. Invece, vedendo quest’idea nel contesto del film la trovo ben inserita e realizzata. Dopo dieci di Jurassic World la gente sembra essere stanca dei dinosauri che hanno perso il loro appeal iniziale. E mi sembra normale che una persona che abbia speso molti soldi per andare al Jurassic World, non pianifichi di tornarci per molto tempo, a meno che non ci sia una qualche novità. Si potrebbe obbiettare che basterebbe introdurre nuove specie ogni anno, ma davvero si potrebbe portare il pubblico generalista di nuovo al Jurassic World solo per vedere, per esempio, un Barosaurus se ha già visto un Apatosaurus?
L’idea di un dinosauro studiato a tavolino, quindi, non stona all`interno del film, anche se personalmente avrei gradito si optasse per qualcosa di diverso.
Comunque, credo che la scena in cui si presenta l'Indominus rex sia girata in maniera efficace, sia come ritmo sia come atmosfera poiché, anche grazie alla colonna sonora, riesce a incuriosire e spaventare allo stesso tempo attraverso le espressioni che vediamo sui volti di Mr. Masrani e Claire.

Imperdibile.


Atto II - Indominus libero
Nonostante la scena della fuga dell'Indominus sia ben realizzata (ma purtroppo mostrata troppo nei vari trailer, clip, etc.), il tutto nasce da una decisione molto stupida da parte di Claire che chiama la sala di controllo solo DOPO aver permesso a degli addetti di entrare nel recinto. Davvero, che ci voleva a mantenere in sangue freddo e a verificare la posizione dell’ibrido tramite in sensore PRIMA di mettersi in macchina? 
Ho poi odiato i problemi di comunicazione che sono utilizzati come espediente per non rendere consapevoli i personaggi del pericolo. Finché accade una volta, ci può stare, ma la ricezione non può andarsene proprio nel momento in cui serve, e funzionare nelle altre situazioni. Davvero, l`ho trovata una forzatura di trama eccessiva.
Trovo poi stupido il modo in cui Masrani decide di affrontare la situazione: insomma, anche non sapendo esattamente le caratteristiche dell`ibrido, è saggio mandare un manipolo di uomini armati alla leggera per affrontare un animale lungo 15 metri e pesante 10 tonnellate?
Fortunatamente questo errore conduce a una delle scene che ho più apprezzato e che sembra venir fuori direttamente dalle pagine del primo romanzo, ovvero il confronto con il Dott. Wu. Mi è piaciuto il richiamo al fatto che i dinosauri nel parco probabilmente hanno davvero poco degli animali reali esistiti milioni di anni prima e (anche se è un discorso opportunista da parte degli autori per giustificare un film che ha pochi modelli scientificamente accurati) è perfettamente in linea con le tematiche del film. Si nota anche in questa scena la noncuranza di molti CEO odierni sulle conseguenze delle proprie azioni, come dimostrato dalle richieste di Masrani per l'ibrido distrattamente scritte in un memo.

<<Oggi dovevo darmi malato!>>


L’attacco alla girosfera
Scena discreta, ma che manca di tutta la suspense, la costruzione e il ritmo che caratterizzavano l`attacco alla Ford Explorer di Jurassic Park e quello al camper de Il Mondo Perduto, anche se Colin si sforza di farci provare le stesse sensazioni, con inquadrature dentro la girosfera che richiamano appunto quelle del primo film. In generale, il tutto sembra svolgersi troppo in fretta e in modo decisamente casuale, ma alla fine ci sono alcune parti memorabili, come la vibrazione dello smartphone sulla superficie interna della sfera.

Hai voluto la sfera? E allora ruota!

La valle degli Apatosauri
Una scena molto emozionale che ho trovato quasi perfetta grazie al riuscito mix di musica, bravura degli attori e animatronics. Finalmente Claire capisce che i dinosauri del parco non sono solo attrazioni (cosa che le viene ripetuta un po` troppo spesso agli altri personaggi), ma delle creature viventi che possono provare sofferenza.

<<Tranquilla, andrà tutto bene...>>


Il vecchio parco
E questa è una parte che nessun amante del primo film non può non avere amato. Anche qui la colonna sonora aiuta tantissimo con le prime note del tema che risuonano alla vista del portone del vecchio centro visitatori. Insomma una vera e propria operazione nostalgia, molto facile, è vero ma efficace. Soprattutto quando Colin tira fuori la vecchia Jeep Wrangler usata da Hammond nel primo film. Non sono un esperto di auto, quindi non posso dire nulla sull'attendibilità del far ripartire un'auto ferma da ventidue anni, semplicemente cambiando la batteria, ma vedere di nuovo in azione quella Jeep è stato bellissimo.

Stavolta il casco non è servito...


Pterosauri pazzi
L`entrata in scena dei Dimorphodon e degli Pteranodon, dovuta alla combinazione Indominus più incidente aereo, non mi è piaciuta minimamente, perché la reputo una forzatura di sceneggiatura eccessiva. Perché degli animali spaventati, ma finalmente liberi dovrebbero volare in massa per attaccare delle persone? Cinematograficamente è una buona scena, reminiscente de Gli Uccelli di Hitchcock e di altri vecchi film, ma purtroppo l’ho visto come un escamotage per fare arrivare la minaccia anche a livello dei visitatori del parco lasciando da parte la logica.

<<Rimanete in formazione!>>


Atto III - La caccia
Questa è forse la parte in cui si cambiano drasticamente le dinamiche consolidate dello svolgimento della parte finale della trama che si erano viste nella trilogia. Infatti, mentre negli altri film si cerca sempre di trovare un modo per uscire dall'isola vivi, in Jurassic World il tutto si trasforma in una caccia al mostro anche dopo che le cose cominciano a girare male. In generale le ambientazioni (notte in una fitta giungla) e i temi (la caccia) richiamano Il Mondo Perduto. 

Quando il gioco si fa duro...


L’arrivo della InGen
L’arrivo della squadra di sicurezza ricorda molto l’arrivo degli uomini di Ludlow nel secondo episodio e anche qui, in effetti, la InGen ha il ruolo di “cacciatrice”. La motivazione che spinge il personaggio di Vic Hoskins è una di quelle cose a cui durante il film fai caso, ma lasci passare, ma alla seconda visione emerge con tutti i suoi difetti. Davvero crede che degli animali, per quanto efficienti nell'uccidere, siano il futuro della guerra? Sinceramente non riesco a figurarmi un’idea peggiore. E poi voleva davvero testare i raptor nella caccia all’Indominus senza Owen, ben conscio del fatto che solo lui riusciva a “controllare” i raptor (e a stento anche)? E siccome queste motivazioni mandano avanti un terzo del film, dovevano essere più convincenti.

<<Ho un piano...>>


Lo scontro finale
La scena in cui viene richiamato il T. rex l’ho trovata fantastica: una vecchia combattente che deve ancora lottare per la supremazia dell’isola che è stato per oltre dieci anni il suo regno incontrastato. Il modo in cui viene usato il rallenty e sono inquadrati i tacchi in primo piano di Claire e dietro le zampe gigantesche del predatore è di grande impatto. Per il resto, ammettiamolo, in quel momento tutto il cinema voleva vedere questo combattimento tra giganti, un po’ come succede nell’ultimo film di Godzilla. E per quanto trash possa essere, l’epicità traspare da ogni singolo fotogramma anche qui, grazie alla colonna sonora degna di uno scontro finale di Star Wars. Peccato che poi tutto si perda secondo me con l’arrivo del Mosasaurus, che si aggiunge a un già sovraffollato cast di dinosauri combattenti. Inoltre il tutto sembra molto casuale e brusco, come se fossero finite le idee su come concludere.
Il film termina poi con Owen e Claire che continuano con i loro pessimi dialoghi e camminano verso il sole. Siamo lontani anni luce dallo sguardo poetico di Grant in Jurassic Park o il discorso di Hammond ne Il Mondo Perduto.
Nulla da dire invece sugli ultimi secondi in cui il Tyrannosaurus rex reclama ancora una volta il suo dominio sull'isola.

Si accettano scommesse!


I personaggi
In generale i film di Jurassic Park sono riusciti a regalarci dei personaggi memorabili anche senza un approfondimento dettagliato delle loro storie o caratteri, basti pensare ad Alan Grant, Ian Malcolm, John Hammond o Roland Tembo. In questo, Jurassic World pecca un poco, anche se gioca facile con il personaggio di Owen Grady, interpretato da un Chris Pratt in forma. Un ex-marine che ha un rapporto di fiducia con quattro raptor, ha l’atteggiamento da spaccone e guida una Triumph, sicuramente ha carisma da vendere. Purtroppo il suo rapporto con la protagonista Claire Dearing si riduce a una serie di battutine e dialoghi strampalati, che culminano con un bacio improvviso che sembra non avere molto senso. Nonostante queste scelte discutibili, il personaggio di Bryce Dallas Howard è quello che mostra una maggiore evoluzione: se all`inizio del film era una donna in carriera maniaca del controllo, con nessuna empatia per gli animali del parco, alla fine apprezzerà il valore della vita, anche se ricostruita in provetta, e scoprirà il valore della famiglia.
Anche il rapporto tra i giovani fratelli cambia durante le vicende e tutte le peripezie che affrontano finiscono per rinsaldare il loro legame. Si è voluto mettere un dialogo incentrato sul fatto che stanno affrontando il divorzio dei genitori, ma in quel momento del film (quando viaggiano nella monorotaia) mi è sembrato fuori luogo e alla fine risulta superfluo all’evoluzione del loro rapporto.
Il “cattivo” del film, Vic Hoskins, impersonato da un sempre bravo Vincent D`Onofrio, è un personaggio monodimensionale. Come detto prima ho trovato le motivazioni che lo muovono troppo vaghe e campate in aria.
Irrfan Khan interpreta invece un ottimo Mr. Masrani, fondatore del Jurassic World, che, soprattutto in lingua originale riesce a caratterizzare bene il personaggio con il suo modo di parlare. Peccato per come finisca nella storia, perché poteva essere molto interessante da approfondire in un sequel.
Sequel che penso proprio avrà Henry Wu come antagonista principale, ma staremo a vedere.

Come potrà finire secondo voi?


Conclusione
In fin dei conti, Jurassic World è un film godibile, che svolge benissimo il suo ruolo di blockbuster estivo del 2015. È figlio del cinema di oggi, in cui a volte si sacrifica la logicità e si forza la trama per regalare allo spettatore scene visivamente stupende ed emozioni forti (un po’ come The Dark Night Rises o Pacific Rim); se quindi riuscirete a passare sopra a certi momenti che faranno esclamare nella vostra testa: “Se, vabbè!” e se vi piacciono molto i film d’azione, potreste apprezzare Jurassic World anche più dei precedenti sequel. Ovviamente la trama non brilla d`originalità e ha qualche passaggio che potrete intuire a priori (soprattutto se in questi mesi avete visto ogni trailer, spot tv e clip che girava sul web) ma nonostante tutto il film riesce a portarsi avanti discretamente fino al finale, riuscendo sempre nel suo compito di intrattenere. Il finale lo adorerete o lo odierete, perché prende una direzione ben precisa che a molti fan potrebbe fare storcere il naso.
In generale si nota l`amore di Colin Trevorrow per la saga, giacché si diverte a inserire tante citazioni più o meno esplicite ai precedenti film, tanto per aumentare ancora di più l’operazione nostalgia.
Quindi concludo consigliando di andare a vedere Jurassic World al cinema perché è un’esperienza che non avrà la stessa potenza, lo stesso coinvolgimento e lo stesso impatto visivo nel salotto di casa.


domenica 14 giugno 2015

Juvenile Triceratops by PAPO, Dinosaurs Collection 2014

Da qualche anno la PAPO ha deciso di ampliare la sua collezione preistorica introducendo i “cuccioli” dei suoi modelli più famosi. Se nel 2012 era toccato al Tyrannosaurus rex, nel 2014 la casa francese ha scelto la sua nemesi, il Triceratops.

Piccolo ma robusto.


 Le proporzioni sono quelle tipiche di un cucciolo ovvero grande testa con occhioni e zampe tozze. Il cranio sembra essere basato su alcuni fossili di esemplari giovani in cui le corna sopra gli occhi puntano verso l’alto piuttosto che in avanti come gli adulti.

Come nel modello adulto le corna e il becco hanno dei solchi. 


Le mani non sono ricostruite correttamente, infatti, presenta quattro dita artigliate, mentre nelle realtà esse erano tre con artiglio più due senza e che non toccavano terra.

Un giorno crescerò e...


I dettagli, come in ogni modello PAPO, sono il punto forte di questo piccolo Triceratops. Ogni millimetro del corpo è scolpito in maniera minuziosa (anche sotto mani e piedi!) per ricreare l’illusione di una vera pelle da rettile: essa ricade in tante pieghe che ne indicano lo spessore e la pesantezza.

Lungo il dorso vi sono degli osteodermi per difendersi dai predatori.


La colorazione è molto semplice e classica: la parte superiore è grigia, mentre quell'inferiore rosa salmone; il becco e le piccole corna sono invece color avorio e parti del muso hanno una sfumatura verde.

Coda corta e grassoccia.

In generale questo baby Triceratops ricorda molto alcuni disegni preparatori di una scena (poi tagliata) di Jurassic Park in cui Lex cavalcava appunto un piccolo di Triceratops, idea che è stata poi ripresa per il recente Jurassic World. Se quindi cercate un figlioletto per i vostri Triceratops più grandi il modello PAPO si dimostra un’ottima scelta!

Con la mamma!


sabato 30 maggio 2015

Sfogliando il catalogo Kenner di Jurassic Park del 1993

Ispirato da post simili nel blog del mitico Doc Manhattan e sopratutto per attingere a piene mani dalla nostalgia che sembra prendermi ora che ci avviciniamo all'uscita al cinema di Jurassic World, ho deciso di riprendere in mano (in realtà guardare le scan visto che l’originale è stato perso anni fa) un catalogo leggendario ancora oggi: la Action Toy Guide Kenner del 1993.
Non mi ricordo dove lo trovai, se in uno degli innumerevoli Batman che sia io che mio fratello ci facevamo comprare oppure in uno dei giocattoli di Jurassic Park. L’unica cosa che mi ricordo bene è il fatto che lo custodivo gelosamente e lo sfogliavo in continuazione come ipnotizzato da tutti quei fantastici giocattoli.




Già la copertina spruzza epicità anni ‘90 con tutti quei franchise storici anche oggi: Jurassic Park, Batman, Terminator e Alien. Talmente di successo che nei prossimi mesi li rivedremo tutti di nuovo al cinema. Ovviamente io mi soffermerò sulle pagine dedicate a Jurassic Park, ma sbavavo moderatamente anche su quelle di Batman e Alien.

Impossibile non volerli tutti quando hai 7 anni...ok anche quando ne hai quasi 30.

Di questa pagina all'epoca avevo solo Alan Grant, che fu anche il mio primo giocattolo di Jurassic Park in assoluto: comprato ancora prima di vedere il film al cinema, mi aveva conquistato per il suo look da eroe d’azione e soprattutto per lo splendido piccolo di Pteranodon. Dei dinosauri del range “medio” mi ricordo sugli scaffali solo il giovane T. rex, mentre degli altri non ho proprio memoria, tanto che, nell'era pre-internet avevo completamente dimenticato l’esistenza dello Stegosaurus.
Ma di questa pagina in particolare volevo, come tutti, quel magnifico Tyrannosaurus rex rosso e ovviamente il Triceratops per ricreare magnifiche e stereotipate battaglie preistoriche. Probabilmente il loro costo elevato fece desistere i miei parenti dal regalarmeli.


Notare lo scambio di immagine tra i due velociraptor.

Eccoci alla seconda pagina con quei dinosauri un po’ più abbordabili. Nonostante mi fossi innamorato dei Velociraptor nel film, di questa pagina nel 93-94 avevo solo i Dilophosaurus. In realtà il Velociraptor lo ebbi per un certo periodo di tempo, in quanto l’avevo scambiato con un mio amico per il Boar Alien. E sempre con il mio amico scambiai lo Pteranodon per una collana dei Take That che trovai in una busta sorpresa dell’edicola, ma in maniera definitiva: ero un vero uomo d’affari, lo so. Degli altri non mi ricordo di averli visti spesso nei negozi e i Coelophysys sono andati persi dalla mia memoria come il suddetto Stegosaurus.

Veicoli del film...uhm non mi ricordo fosse così l’elicottero!

Ah l’Explorer! Un’auto che l’emblema stesso del Jurassic Park! Ricevuta nel Natale del ‘93, era perfetta per essere attaccata dai miei dinosauri. Ma, visto che un’auto da giro nel parco non era figa abbastanza la Kenner ha pensato bene di fornirla di un pratico lanciarazzi in caso le cose vadano storte (ed essendo al Jurassic Park, direi che accade spesso). L’elicottero è l’unico della serie che mi manca ancora adesso, ma devo ammettere che non mi ha mai entusiasmato.


Il sogno.

E ovviamente, come ogni serie Kenner che si rispetti non poteva mancare un gigantesco playset!
Da piccolo una cosa del genere era come il Santo Graal, ma solo i bambini estremamente ricchi potevano permettersi una roba del genere. In pratica racchiude tutto quello che serve per ricreare il proprio parco: il portone, i recinti, il centro visitatori e un centro controllo all'interno. 
Sono riuscito a trovarlo solo quando mi sono trasferito in Olanda due anni fa, e devo ammettere che è valso i soldi spesi.



Ed infine i modellini in metallo. Alla fine sono i meno interessanti, ma per il costo contenuto erano quelli che alla fine riuscivo a farmi comprare con più facilita. La carte incluse poi avevano dei disegni fantastici, come quello di un Tyrannosaurus che attacca in corsa un Brachiosaurus.

Wow!

Concludendo si tratta di un catalogo che ha fatto la storia del giocattolo, ed ogni modello della serie di Jurassic Park rievoca molti ricordi in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere bambini in quegli anni fantastici. Mi dispiace per le nuove generazioni che si dovranno accontentare della roba della Hasbro in uscita quest’anno.


(Tutte le immagini sono prese da JPToys.)

martedì 5 maggio 2015

Brachiosaurus by PAPO, Dinosaurs Collection 2014

Quando la PAPO si affacciò sul mercato dei modellini preistorici, presentando una collezione pesantemente ispirata agli animali della saga di Jurassic Park, tutti si chiedevano quando avrebbe rilasciato un modello basato sul Brachiosaurus. Questo gigantesco sauropode, infatti, è il primo dinosauro che si vede in Jurassic Park e la scena in cui compare fa oramai parte della storia del cinema ed è entrata di diritto nel cuore di ogni amante della paleontologia.
Finalmente nel 2012 la marca francese ha ascoltato le preghiere dei collezionisti.

Negli anni il Brachiosaurus ha cambiato nome, Giraffatitan, ma la PAPO ha deciso di usare la vecchia nomenclatura.

Il modello è veramente massiccio, sia per le dimensioni che per il peso.


Ovviamente ispirandosi al Brachiosaurus di Jurassic Park questo modello non è molto accurato dal punto di vista scientifico. A un esame superficiale si notano subito gli artigli sulle mani che sono quattro anziché uno e nei piedi, quattro e non tre. Nel cranio inoltre le narici sono in cima, come si usava ricostruirle vent'anni fa.

La testa è leggermente troppo grande rispetto al corpo.


Gli arti sono molto muscolosi e sembrano davvero in grado di “gestire” e muovere un corpo cosi robusto: merito sicuramente dell’alto livello di dettaglio, tipico dei modelli PAPO. Infatti, si possono vedere i poderosi muscoli sottopelle insieme a tendini, legamenti e pieghe della pelle.

Purtroppo nel mio modello il braccio destro tende a piegarsi verso l’interno.

Le proposizioni del corpo sono bene o male corrette, ma la coda è troppo corta.



Come nella maggior parte dei dinosauri PAPO il corpo è interamente grigio, con una sfumatura diversa nella parte inferiore e dei tocchi rossastri sul collo. Nella testa i denti sono dipinti con cura, così come i piccoli occhi.
Questa semplicità nella colorazione ricorda ancora di più il Brachiosaurus che si vede in Jurassic Park.

Come una mucca gigante!


Un piccolo appunto va al controllo qualità: nel mio modello, infatti, il collo non è stato incollato in maniera perfetta sul torso. Se potete scegliere, quindi, controllate bene prima di acquistarlo.

Nulla di orribile a vedersi, ma di sicuro si nota.


In conclusione il Brachiosaurus della PAPO si profila come un’ottima copia del dinosauro che appare in Jurassic Park, con tutti i suoi difetti. Se siete quindi amanti del film del ’93, questo modello non può assolutamente mancare nella vostra collezione. Se invece cercate qualcosa che ricalca le più moderne scoperte scientifiche è meglio rivolgere la propria attenzione sul modello Safari ltd, serie Carnegie.
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